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Marci, Giuseppe (January 8, 2010)[more][less]
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Unknown author (February 14, 2010)[more][less]
Description: Alghero. Piazza Civica. URI: http://hdl.handle.net/123456789/48 Files in this item: 1
Alghero-Piazza-Civica.jpg (210.1Kb) -
Unknown author (February 14, 2010)[more][less]
Description: Alghero. Veduta della città con le espansioni verso la costa realizzate a partire dagli anni Cinquanta. URI: http://hdl.handle.net/123456789/49 Files in this item: 1
Alghero-Veduta.jpg (581.6Kb) -
Saragat, Giovanni; Rey, Guido; Marci, Giuseppe (a cura di) (Centro di studi filologici sardi / Cuec Editrice, September NaN, 2003)[more][less]
Abstract: Alpinismo a quattro mani è il primo di due volumi composti da Giovanni Saragat e Guido Rey e rappresenta una novità che contribuisce a modificare il genere del récit d’ascension: aggiunge al resoconto della scalata in montagna l’elemento d’invenzione letteraria e porta situazioni e personaggi narrativi fino alle alte quote. Il successo dell’opera spinse gli autori a rinnovare l’esperimento pubblicando, nel 1904, un secondo volume di racconti intitolato Famiglia alpinistica. Tipi e paesaggi. URI: http://hdl.handle.net/123456789/29 Files in this item: 1
Alpinismo a quattro mani.pdf (731.2Kb) -
Unknown author (January 31, 2010)[more][less]
Description: Architettura e Natura trovano nell’imponente Anfiteatro romano e nell’Orto Botanico un’altissimo grado di conciliazione, paradigma della “città ambientale”. URI: http://hdl.handle.net/123456789/44 Files in this item: 1
Cagliari Anfiteatro romano.jpg (694.2Kb) -
Unknown author (February 14, 2010)[more][less]
Description: Bosa. Il sistema urbano tra il castello e la foce del Temo. In riva sinistra il monte Furru e la nuova area di espansione di Su Seggiu. URI: http://hdl.handle.net/123456789/51 Files in this item: 1
Bosa-Il-Temo.jpg (574.4Kb) -
Unknown author (February 14, 2010)[more][less]
Description: Bosa. Le Conce, compendio di archeologia industriale in attesa di rivalorizzazione. URI: http://hdl.handle.net/123456789/52 Files in this item: 1
Bosa-Le-Conce.jpg (402.4Kb) -
Unknown author (February 14, 2010)[more][less]
Description: Per edificare il nuovo Palazzo di città cagliaritano fu bandito un concorso nazionale (1897) di cui risultò vincitore il progetto dei piemontesi Annibale Rigotti e Crescentino Caselli. La sua lunga e tormentata fase di realizzazione (conclusa solo nel 1907) coincide con la contrastata vicenda della “discesa a mare” delle principali istituzioni civiche, ovvero della competizione vittoriosa con la quale i nuovi ceti borghesi prevalgono su quel che resta dei poteri feudali arroccati nel Castello. URI: http://hdl.handle.net/123456789/53 Files in this item: 1
Cagliari-Municipio.jpg (199.8Kb) -
Unknown author (February 14, 2010)[more][less]
Description: Cagliari. La veduta dal Castello verso la Sella del Diavolo evidenzia le stratificazioni della città e il fluire della città di pianura tra i colli; in primo piano Villanova e il complesso di San Domenico. URI: http://hdl.handle.net/123456789/54 Files in this item: 1
Cagliari-Panorama.jpg (213.2Kb) -
Unknown author (February 14, 2010)[more][less]
Description: Carbonia. Nella armatura urbana storica della Sardegna, Carbonia irrompe nel 1938 con una forza ed un impatto paragonabile forse solo alla fondazione di Iglesias sette secoli prima: pochi anni dopo essere sorta dal nulla, con circa 50.000 abitanti è il terzo centro dopo Cagliari e Sassari. URI: http://hdl.handle.net/123456789/62 Files in this item: 1
Carbonia.jpg (276.8Kb) -
Unknown author (February 14, 2010)[more][less]
Description: Carloforte, lato Ovest delle mura di cinta viste dall’interno: questo tratto univa in Porta Cassebba con il Fortino Santa Cristina. La scalinata prende il nome di “salita Santa Cristina”. URI: http://hdl.handle.net/123456789/63 Files in this item: 1
Carloforte.jpg (220.7Kb) -
Unknown author (February 14, 2010)[more][less]
Description: Castelsardo Veduta. L’immagine odierna di Castelsardo non è facile da comunicare, pure con illustrazioni eloquenti. Sono tante, come nei luoghi complessi, le sensazioni visive che si intrecciano secondo i tempi e i modi di uno sguardo dinamico, che si svolge per un’intensa correlazione tra “opposti”. Natura e artificio. Il dualismo proprio di ogni ambiente trasformato per una destinazione specializzata evidenzia i segni del processo di occupazione del sito per quanto la componente naturale emerga con forza. Vecchio e nuovo. Come risulta dalle evidenti stratificazioni, dal contrasto tra l’equilibrio delle soluzioni formali adottate nel passato e gli interventi contemporanei spesso sciatti e distruttivi. Terra e acqua. Un rapporto che conta per tutti i luoghi di mare ma che non sempre è così intensamente mutevole: specie per l’influenza rilevante del tempo, in particolare del vento che ha contribuito a determinare la configurazione di spazi interni e protetti che negano la percezione del mare di cui tuttavia si avverte sempre la presenza. Dentro e fuori/vicino e lontano ossia le variazioni che comporta l’alternarsi di uno sguardo rivolto all’interno, costretto dalla misura stretta delle strade, che obbliga a confrontarsi con cose vicine (più piccole e preziose come i decori ad intaglio nelle chiese) con uno sguardo verso l’orizzonte, esteso fino alla Corsica. Alto e basso/sopra e sotto. Una dicotomia che allude alle suggestioni mutevoli che si avvertono osservando dalle quote inferiori le muraglie connesse alle pareti rocciose e viceversa, dai bastioni in sommità, l’orlo delle scogliere che definisce il promontorio al livello del mare. URI: http://hdl.handle.net/123456789/64 Files in this item: 1
Castelsardo.jpg (453.4Kb) -
Maninchedda, Paolo; Murtas, Antonello (Cuec/Centro di studi filologici sardi, October NaN, 2003)[more][less]
Abstract: Il Condaghe di San Michele di Salvennor non ci è pervenuto nell’originale pergamenaceo del XII secolo, scritto in lingua sarda, ma in una traduzione in castigliano probabilmente del 1599. È, come gli altri condaghi pervenutici, la raccolta dei registri patrimoniali degli abati succedutisi nel governo della celebre abbazia, le cui rovine sono ancora visibili nell’agro di Ploaghe. URI: http://hdl.handle.net/123456789/39 Files in this item: 1
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Virdis, Maurizio (Cuec/Centro di studi filologici sardi, August NaN, 2002)[more][less]
Abstract: Il Condaghe di Santa Maria di Bonarcado (oggi custodito presso la Biblioteca Universitaria di Cagliari), testimone della vita economica e sociale del monastero arborense dei Camaldolesi, è una delle fonti di maggiore rilevanza per la ricostruzione della storia sarda del medioevo, e in particolare per la storia del Giudicato d’Arborea nei secoli XII e XIII. Ma fonte importante è pure, insieme ad altri Condaghi e carte medievali, per la storia della lingua sarda e in genere per gli studi filologici e glottologici: ciò tanto per la tipologia varia delle scritture, quanto per i diversi aspetti grammaticali, e per la sintassi che, se sotto molti aspetti è simile a quella dell’attualità contemporanea, per altri rivela fatti tipici del medioevo, più generalmente romanzi o più specificamente sardi. Questo importante documento ci attesta la lingua di un’area dialettale particolare che si dimostra, ieri come oggi, un’area di cerniera, non soltanto da un punto di vista diatopico, ma anche diacronico: segno di un travaglio linguistico che qui, regione geograficamente e culturalmente intermedia dell’Isola, si conserva come ‘marmorizzato’ fino ad oggi, quasi immagine del processo evolutivo della lingua sarda nella sua interezza. URI: http://hdl.handle.net/123456789/38 Files in this item: 1
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Leopoldo, Ortu (March NaN, 1998)[more][less]
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Bottazzi, Gianfranco (Cuec Editrice, November NaN, 1999)[more][less]
Abstract: Il testo nasce da uno spunto occasionale, offerto da un ciclo di conferenze (settembre 1998) sulle modificazioni della struttura socioe-conomica della Sardegna negli ultimi cinquanta anni, e soprattutto dagli spunti sistematici che vengono dalla pluriennale attività di ricerca e di in-segnamento presso la Facoltà di Scienze politiche di Cagliari. URI: http://hdl.handle.net/123456789/36 Files in this item: 1
Eppur si muove.PDF (1.856Mb) -
Orrù, Tito (Cuec, December NaN, 1992)[more][less]
URI: http://hdl.handle.net/123456789/96 Files in this item: 1
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Laneri, Maria Teresa (Cuec Editrice, May NaN, 2005)[more][less]
Abstract: Per quanto è dato sapere, i Barbaricinorum libelli sono l'unico testo dell'ex Gesuita la cui concezione è del tutto 'originale'. La narrazione è intessuta su un fitto reticolo di fonti che l'autore non esita a piegare pur di raggiungere il proprio obbiettivo: creare una vera e propria epopea dei Barbaricini, l'antico, nobile ed eroico popolo che - come aveva predetto un noto oracolo - nessuna potenza terrena riuscì mai a soggiogare; e infatti fu solo grazie all'intervento divino, rappresentato dall'angelo che in battaglia accompagnava Efisio, che i Barbaricini volsero le spalle al nemico. Ma a fronte di questa entusiastica esaltazione dell'invincibilità dei Barbaricini (un mito tenace che non sappiamo se e come possa essere stato alimentato dalla ricostruzione 'storica' di Arca), è difficile dire se il Bittese apprezzasse di più la loro conversione al Cristianesimo, con la conseguente pacificazione, o non ne rimpiangesse piuttosto l'indomita fierezza e bellicosità pagane. URI: http://hdl.handle.net/123456789/30 Files in this item: 1
Barbaricinorum libelli.pdf (720.2Kb) -
Accardo, Aldo (Cuec Editrice, March NaN, 1990)[more][less]
URI: http://hdl.handle.net/123456789/99 Files in this item: 1
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Unknown author (February 14, 2010)[more][less]
Description: Iglesias. La cinta muraria medievale limita ancora oggi la parte settentrionale del centro abitato, oltre la Porta di Sant’Antonio. URI: http://hdl.handle.net/123456789/65 Files in this item: 1
Iglesias-Cinta-muraria.jpg (611.7Kb)
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