Sassari. Fonte di Rosello. Gli “Statuti” duecenteschi testimoniano dell’antica cura dei Sassaresi per la fontana di Rosello, una delle principali fonti di approvvigionamento idrico della città che vi eresse tra la fine del XVI secolo e gli inizi del XVII secolo il bel monumento dalle forme manieristiche severe che, sebbene con continue integrazioni, si è conservato intatto fino ad oggi.
Sassari. Il Fosso della Noce. Delimita ad est la parte più antica della città e costituisce il richiamo urbano del sistema vallivo dell’ambiente circostante. Sistema che, partendo dalla amplissima cesura della valle del Mascari a sud, è formato da una serie di valli a monte che solcano la coltura tipica del sassarese, l’oliveto, punteggiandolo qua e là con macchie di bosco residuo, e verso la piana dalla più ampia valle dell’Eba Giara-Rosello-S. Orsola caratterizzata dalle tradizionali colture ortive; sistema che confluisce o si diparte dal Fosso della Noce, che rimane interno all’abitato con il verde naturale addomesticato a giardino.
Sassari. Edificato nel 1871 su progetto dell’architetto Eugenio Sironi, il Palazzo dell’Amministrazione provinciale di Sassari costituiva all’epoca il più grande edificio provinciale d’Italia. Il linguaggio aulico, la costruzione in conci di pietra calcarea, il tono “alto” che conserva anche e soprattutto nell’interno, con la sala consiliare affrescata dallo Sciuti, enfatizzano il ruolo ed il peso delle istituzioni e del ceto politico.